Cobas Trapani

“Lu travagghiu d’autru nun si senti”

Istruzioni per l’uso

Pubblicato da cobastrapani su Luglio 9, 2008

Cambiano i dirigenti (?), si proclamano nuove strategie per il rilancio della Cooperativa, si pubblicizzano piani per il cambiamento.

Nemmeno il tempo di affezionarsi all’idea che chi comanda possa davvero pensare al bene dei lavoratori che, all’improvviso, spunta la notizia di una possibile “mobilità”.

Allora abbiamo deciso di realizzare questo breve vademecum.

IL LAVORATORE QUESTO SCONOSCIUTO

Esiste una specie che non si estingue mai.

I suoi appartenenti sono comunemente chiamati “lavoratori”.

Essa ha delle varianti.

Esistono lavoratori “salariati”, “stipendiati”, “sottopagati”, “precari”, “sfruttati”.

Ma la categoria più numerosa è quella dei lavoratori “incazzati”.

Il loro habitat naturale, di solito, è rappresentato da quei posti di lavoro in cui i diritti vengono concessi col fischio.

Ovviamente esistono delle sottocategorie.

Noi, per ovvi motivi di spazio, ci occuperemo di una sottocategoria in particolare: i lavoratori di COOP XXV APRILE.

Essi vivono gran parte delle loro giornate all’interno del punto vendita.

Ma, a volte, i magnanimi dirigenti decidono di far loro cambiare aria spostandoli in giro per la provincia.

E’ risaputo che l’uomo si è sempre spostato per migliorare le proprie condizioni di vita, ma qui si esagera…

Il lavoratore dipendente è costretto a convivere con un’altra tipologia di lavoratore.

Beh, “lavoratore” ci sembra esagerato…

E qui si apre un altro capitolo del nostro libretto di istruzioni:

IL DIRIGENTE QUESTO CONOSCIUTO

Il dirigente ha tra le sue caratteristiche quella di preferire la poltrona e l’auto aziendale alle scomode posizioni erette tipiche di chi fa lavori di fatica.

E’ solito nutrirsi in ristoranti.

Ma, soprattutto, ciò che lo rende “unico” nel suo genere è la capacità di autocertificarsi “specie protetta” quando le cose si mettono male.

Il dirigente ha uno spiccato spirito di sopravvivenza (chiamiamolo così…).

Anche qui possiamo notare una sottocategoria: quella dei dirigenti di COOP XXV APRILE.

Essi sono portatori sani di accordi peggiorativi, di notizie su possibili “mobilità” e chiusure di punti vendita.

Speriamo di esservi stati utili.

Ah, dimenticavamo.

I dirigenti di solito non accettano i consigli dei lavoratori.

Tutt’al più li tollerano.

Quando lo fanno…

I lavoratori Cobas di COOP XXV APRILE

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25 APRILE, GIUSTIZIA E LIBERTÀ!

Pubblicato da cobastrapani su Maggio 1, 2008

Oggi più che mai, l’attualità della Resistenza antifascista e della celebrazione del 25 aprile – giornata della Liberazione – si impongono con forza all’attenzione di tutti.
Sono anni ormai che assistiamo a un arretramento sociale e culturale di tutto il paese, un arretramento che si declina nella deriva autoritaria delle politiche pubbliche, nel dilagare del razzismo diffuso e della violenza squadrista, nel crescere dell’intolleranza e dell’aperta ostilità nei confronti di tutto ciò che non rientra nei canoni della cosiddetta normalità imposti da chi gestisce il potere politico, economico e religioso.
Da vent’anni, buona parte della classe politica si è impegnata in una infame riscrizione della Storia a uso e consumo delle forze più oscurantiste e reazionarie del paese. I fascisti, camuffati e riciclati nei panni di una presunta rispettabilità istituzionale, hanno goduto di una legittimazione fornita proprio dal ceto politico di Centrosinistra in nome di un’improbabile revisione della storia italiana secondo la quale fascismo e antifascismo si equivalgono e, dunque, sarebbe necessaria una riconciliazione con cui dimenticare il passato.
Questo revisionismo storico e politico è stato l’ariete con cui sfondare il tessuto sociale dell’Italia colpendo di volta in volta l’identità di classe dei lavoratori e le radici democratiche del nostro vivere civile plasmando un paese omologato e prigioniero delle sue paure.
Gli attacchi ai diritti dei lavoratori, la precarizzazione strutturale del mercato del lavoro e lo sfruttamento che ne deriva hanno portato alla situazione attuale in cui infortuni e incidenti anche tragici sono sempre più frequenti e la capacità di reazione da parte dei lavoratori è stata gravemente mortificata. Inoltre, la condizione degli immigrati continua a essere segnata da precarietà e repressione, in una spirale infinita di assenza di diritti, ricatto della clandestinità e pesanti discriminazioni. La costante ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nel dibattito pubblico ha trovato una sponda efficace in proposte politiche sempre più orientate a una visione clericale e religiosa del vivere comune fino a mettere in discussione diritti che sembravano consolidati, come quello all’aborto e a una maternità libera e consapevole.
L’ossessione della sicurezza, coltivata per anni per distrarre l’opinione pubblica dalle vere emergenze del paese (disoccupazione, recessione economica, inquinamento, erosione dei diritti, controllo mafioso del territorio), si è concretizzata in politiche improntate alla repressione della diversità, della povertà e del dissenso: inseguendo gli istinti più irrazionali della società, sono stati diramati pacchetti-sicurezza anti-immigrati, sono state varate ordinanze amministrative antidemocratiche, sono stati compiuti rastrellamenti per colpire gli immigrati o i senza casa. Tutti provvedimenti che hanno finito col rendere l’Italia sempre più insicura e violenta, sempre meno democratica e solidale. D’altronde, viviamo in un paese in guerra (Afganistan, Libano, Kosovo) in cui la retorica militarista è tanto invasiva quanto la stessa militarizzazione del territorio, un paese in cui si spendono milioni di euro per armare l’esercito piuttosto che per costruire scuole e ospedali. In questo drammatico scenario, il ruolo degli organi di informazione, veri e propri megafoni dei poteri forti, continua a essere determinante nella distorsione della realtà, nell’allarmismo elevato al rango di normalità, nell’appiattimento culturale verso il basso.
Per tutti questi motivi la Resistenza continua e deve continuare. Perché riteniamo che senza passato non può esserci alcun futuro, ed è per questo che rivendichiamo la forte identità politica e antifascista del 25 aprile contro ogni strumentalizzazione e contro ogni tentativo di svuotare questa data dai suoi contenuti di libertà e giustizia sociale che appartengono al patrimonio civile e democratico di questo paese.
Invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni e tutti coloro che si riconoscono pienamente in questi valori di progresso e partecipazione a scendere in piazza a Trapani, il prossimo 25 aprile, per celebrare questa data nella consapevolezza che la lotta e la mobilitazione permanente per i diritti e la libertà sono i migliori antidoti per stroncare alla radice ogni fascismo, ogni razzismo, ogni ingiustizia.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Cobas – Trapani

http://coordinamentoperlapacetp.wordpress.com

http://cobastrapani.wordpress.com/

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Comunicato Lavoratori Cobas COOP XXV APRILE

Pubblicato da cobastrapani su Marzo 21, 2008

La proclamazione di una giornata di sciopero nazionale dei settori Commercio, Servizi e Distribuzione Cooperativa indetta dai Sindacati Confederali rivela dei risvolti alquanto particolari nella provincia di Trapani.
Ancora una volta siamo “costretti” a ribadire il peso dei Lavoratori Cobas di Coop XXV Aprile dopo aver appreso che nello stesso punto vendita di Trapani solo 2 lavoratori appartenenti ai Sindacati Confederali aderiranno allo sciopero.
Questo “enorme” dispiegamento di forze dimostra che gli unici in grado di informare e di lottare per i propri diritti incidendo in maniera sostanziale sono proprio quei lavoratori che i dirigenti di Coop XXV Aprile hanno negli ultimi mesi vessato e discriminato.
Abbiamo appreso nelle ultime ore delle dimissioni del Presidente Salvo Giordano, il quale ha avuto un peso decisivo, in quanto Rappresentante Legale, nell’applicazione di un accordo straordinario peggiorativo e nell’andamento dei punti vendita durante tutto il suo mandato.
Ci riferiamo, in particolare, al deterioramento dei rapporti con i lavoratori e alla chiusura indiscriminata di diversi punti vendita a Trapani e Palermo.
Nel salutare l’insediamento del nuovo Presidente, comunichiamo la nostra intenzione di proseguire le iniziative di lotta intraprese in passato perché qualsiasi tipo di dimissioni non cancella quello che abbiamo subito.
Le supposte motivazioni che hanno portato all’indizione di questa giornata di sciopero promossa da CGIL, CISL e UIL sono le stesse motivazioni che mesi fa ci hanno fatto intraprende un difficile cammino fatto di contestazioni e di rivendicazioni.
Solo adesso i Sindacati Confederali si ricordano dell’importanza del giusto salario e della giusta retribuzione delle domeniche lavorate.
Dov’erano questi battaglieri sindacalisti quando noi abbiamo presidiato davanti la Prefettura di Trapani per gli stessi motivi che loro pubblicizzano adesso?
Erano forse troppo impegnati a rilasciare interviste e dichiarazioni nelle quali giustificavano il loro appoggio all’accordo peggiorativo delegando ogni responsabilità ai lavoratori COOP XXV APRILE?
E cosa raccontano nelle assemblee in questi giorni ai lavoratori delle Cooperative?
Come credono di rendersi credibili quando cambiano posizione a seconda del “vento”?
E come dimenticarsi di un certo fresco “vento” del nord che, passato come un forte maestrale, ha portato via diritti e dignità.
Ma le previsioni meteorologiche annunciano che il vento cambierà.
Ritornando alla questione dello sciopero indetto dai Confederali, vogliamo ricordare che mesi fa, proprio durante uno sciopero indetto dai lavoratori Cobas, due Rappresentanti Sindacali Aziendali di Coop XXV Aprile hanno accusato i lavoratori in sciopero di mettere in difficoltà l’azienda con le loro iniziative.
Forse dimenticano, quando non sono loro a farlo, che lo sciopero è un diritto dei lavoratori.

Lavoratori Cobas Coop XXV APRILE

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Dopu chi si arrubbaru a Santa Chiara ci ficiru la rara di ferru.

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 18, 2007

 

E come nelle migliori “sceneggiate napoletane” ecco il colpo di scena!

Con un comunicato ai Lavoratori di COOP XXV APRILE la UILTuCS ha deciso di disdire l’accordo sindacale aziendale straordinario.
E, il “combattente” sindacato ci tiene a ribadire che non si tratta di un ripensamento dovuto alla mancata concessione dei permessi sindacali.
Beh, ci viene da pensare che “Excusatio non petita, accusatio manifesta” (in italiano “Scusa non richiesta, accusa manifesta”).
Abbiamo trovato degli argomenti molto interessanti nel comunicato de “O’ Sindacato”.
Si parla di discriminazione sindacale, di “disparità di trattamenti fra uguali”, di abusi nella gestione dell’accordo.
Dicono inoltre di non voler continuare a scommettere al buio.
Il verbo “continuare” è già una parziale ammissione di colpa..
Ma analizziamo il documento:

  • Discriminazione sindacale: un Sindacato Confederale che parla di discriminazione?

Lo stesso Sindacato che ha permesso ad un proprio RSA di firmare un documento in cui si affermava che mentre i Cobas scioperavano gli altri erano a lavorare?

Come se lo sciopero fosse una “vendetta” nei confronti degli altri lavoratori e non un mezzo per affermare i propri diritti.

  • Disparità di trattamenti fra uguali: ma non si tratta della stessa UILTuCS che ha fatto avere lo scatto di livello solo al proprio Rappresentante Sindacale Aziendale? E gli altri lavoratori?
  • Abusi nella gestione dell’accordo: UILTuCS ha firmato e ha promosso al referendum dei lavoratori questo accordo “peggiorativo” come se fosse la panacea di tutti i mali. Un accordo che ha “messo le mani nelle tasche” dei lavoratori di COOP XXV APRILE.

Tutta questa storia ci ricorda molto un’opera della tradizione popolare meridionale e per questo ci siamo permessi di riadattare il testo al comunicato diramato da UILTuCS.

Eccolo:

Felicissima sera,
a tutte sti dirigenti ‘ncruvattati
e a chesta cooperativa accussí allèra,
d’uommene scicche e femmene pittate!

Chesta è na trattativa o nu ballo?
Tutte cu ‘e fracchesciasse sti signure…
E i’, ca só’ sciso ‘a copp”o sciaraballo,
senza cercá ‘o permesso, abballo i’ pure!

Chi só’?…
Che ve ne ‘mporta!
Aggio araputa ‘a porta
e só’ trasuto ccá…

Musica, musicante!
Fatevi mórdo onore…
Stasera, ‘mmiez’a st’uommene aligante,
abballa o’ sindacato zappatore!

No, signore dirigente…
sentite a me, nun ve mettite scuorno…
Io, pe’ ve fá o’ sindacalista, aggio zappato
e stó’ zappanno ancora, notte e ghiuorno!

E só’ duje anne, duje,
ca nun scrive nu rigo o’ sindacato mio…
Si ‘ossignuría se mette scuorno ‘e nuje…
Pur’i’ mme metto scuorno ‘e …’ossignuría”

Chi só’?!
Dillo a ’sta gente
ca i’ songo “come” nu parente
ca nun ‘o può cacciá…

Musica, musicante!
ca è bella l’allería…
I’ mo ve cerco scusa a tuttuquante
si abballo e chiagno dint’a cooperativa mia!

A cooperativa toja se ne more…
‘O ssaje ca cooperativa toja more e te chiamma?
Meglio si te ‘mparave zappatore,
ca ‘o zappatore, nun s’a scorda ‘a cooperativa!

Te chiamma ancora: “Gioja”…
e, arravugliata dint”o scialle niro
dice: “Mo torna, core ‘e cooperativa soja,
se vene a pigliá ll’ùrdemo suspiro…”

Chi só’?
Vuje mme guardate?
Só’ ‘o sindacato…i’ sóngo ‘o sindacato…
e nun mme pò cacciá!…

Só’ nu fatecatóre
e magno pane e pane…
Si zappo ‘a terra, chesto te fa onore…

Addenócchiate…e vásame sti mmane!

Lavoratori Cobas COOP XXV APRILE

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Comunicato Stampa Cobas 118

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 15, 2007

Oggi lunedì 15 ottobre più di 200 AUTISTI/SOCCORRITORI del 118 giunti da tutta la Sicilia hanno manifestato a Palermo dinnanzi la sede del SISE in via Pier Santi Mattarella.Gli AUTISTI/SOCCORRITORI organizzati nel COBAS SANITA’ aderente alla CONFEDERAZIONE COBAS sono scesi in lotta

CONTRO

  • ogni promessa non rispettata
  • ogni diritto violato
  • la disorganizzazione del servizio 118

PER

  • una giusta retribuzione
  • un servizio efficace ed efficiente
  • il rispetto del lavoro e della professionalità

I COBAS AUTISTI/SOCCORRITORI  chiedono senza ulteriore rinvio e con immediata disposizione

  • Il pagamento di tutte le spettanze arretrate
  • La rimodulazione dell’intero sistema organizzativo prospettando sin da ora il passaggio a gestione regionale
  • Il passaggio a full time del personale autista/soccorritore

Una nostra delegazione è stata ricevuta dall’amministrazione del SISE ma non ha avuto risposte esaustive, per questo motivo gli AUTISTI/SOCCORRITORI  aderenti al COBAS SANITA’ dal 15 ottobre saranno in PRESIDIO PERMANENTE in via Pier Santi Mattarella a Palermo davanti la sede del SISE.

 per i COBAS 118

Carlo Cataldi

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Il caso Rostagno su Blunotte

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 6, 2007

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