“O ti mangi ‘sta minestra
o ti ettu ra finestra”
In questi giorni l’azienda propone/impone ai lavoratori part-time di Coop 25 Aprile una “leggera” modifica al loro contratto di lavoro.
Ai lavoratori part-time (che per contratto dovrebbero lavorare fino ad un massimo di 24 ore) si propone/impone di lavorare fino a 30 ore con una maggiorazione sul salario della cui entità nessuno è a conoscenza.
Il passaggio dalle 24 alle 30 ore impedirebbe ad ogni lavoratore part-time di trovare un secondo lavoro, in pratica si snaturalizzerebbe il loro “status”.
Qualcuno ha chiesto che cosa succederebbe se non si accettasse questa “proposta”.
La risposta è stata: si può rifiutare ma dietro comunicazione scritta e firmata. Questo tipo di comunicazione “potrebbe” impedire al lavoratore di fare qualsiasi tipo di richiesta all’azienda per modificare in futuro le proprie ore lavorative. Praticamente “un’offerta che non si può rifiutare”.
Ricordiamo che la figura del lavoratore flessibile nasce con il “nobile” scopo di permettere a chiunque di poter gestire al meglio il proprio tempo.
Questa nuova figura di lavoratore nasce anche per permettere alle donne di gestire al meglio lavoro e famiglia.
L’azienda Coop 25 Aprile mostra tutto il suo lato “protettivo” nei confronti delle donne.
Infatti, si dice che “il lavoro nobilita l’uomo” e probabilmente Coop 25 Aprile ritiene che le donne abbiano bisogno di più lavoro per essere nobilitate.
La categoria ringrazia…
Un altro avvenimento, in questi giorni, ci ha fatto capire con quanta “amorevolezza” la nostra azienda tenga alle sue dipendenti.
Ci hanno raccontato una storia che ci riporta alla memoria quelle lontane tradizioni che noi tutti avremmo voluto dimenticare.
Una dirigente sindacale, trovandosi a contatto con il fresco “vento del nord”, viene zittita e costretta a non esprimere il suo punto di vista.
La categoria ringrazia ancora…
Ma, siccome la nostra azienda non fa discriminazioni sessuali, si zittisce la donna e si zittisce l’uomo.
Abbiamo saputo che “qualcuno”, spinto dal fresco “vento del nord” ha cercato di sminuire la figura di un caponegozio affidandogli delle mansioni che non gli competono. Questo dipendente si rifiuta, cerca di far valere le proprie ragioni e all’improvviso… niente, non viene ascoltato.
Questa storia potrebbe finire così, invece diventa paradossale quando si chiede al caponegozio di ripetere quello che aveva “osato” sostenere in presenza dell’altro caponegozio. Insomma, si parla solo in presenza di testimoni.
“Ma cosa succederebbe se l’altro responsabile del punto vendita non potesse svolgere il proprio lavoro(a causa delle ferie, per malattia…)?” – si chiede il protagonista di questa storia e ce lo chiediamo anche noi .
La risposta è stata questa: “Tu sei nessuno come tutti gli altri” (?!?!?!) e inoltre ci hanno informato che questo dipendente avrà il “privilegio” di essere rinfrescato dal fresco “vento del nord”. Ribadiamo che “nuddro ammiscato cu nente” è chi crede che il potere della propria posizione possa zittire la lotta per i nostri diritti.
Ricordiamo una figura che ci spinge a lottare di fronte ai ricatti e agli abusi di potere: Mauro Rostagno, il quale ci dice: Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto.
Nella nostra terra qualcuno direbbe: ” O ti mangi ‘sta minestra o ti ettu ra finestra“
Traduzione: ” “O ti mangi questa minestra (accordo-bidone per i part-time e silenzio per chi non è d’accordo) o ti butto dalla finestra”
Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile










