Cobas Trapani

“Lu travagghiu d’autru nun si senti”

Archivio per Maggio, 2006

Atto III

Pubblicato da cobastrapani su Maggio 18, 2006

“O ti mangi ‘sta minestra
o ti ettu ra finestra”
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c.jpgIn questi giorni l’azienda propone/impone ai lavoratori part-time di Coop 25 Aprile una “leggera” modifica al loro contratto di lavoro.
Ai lavoratori part-time (che per contratto dovrebbero lavorare fino ad un massimo di 24 ore) si propone/impone di lavorare fino a 30 ore con una maggiorazione sul salario della cui entità nessuno è a conoscenza.
Il passaggio dalle 24 alle 30 ore impedirebbe ad ogni lavoratore part-time di trovare un secondo lavoro, in pratica si snaturalizzerebbe il loro “status”.
Qualcuno ha chiesto che cosa succederebbe se non si accettasse questa “proposta”.
La risposta è stata: si può rifiutare ma dietro comunicazione scritta e firmata. Questo tipo di comunicazione “potrebbe” impedire al lavoratore di fare qualsiasi tipo di richiesta all’azienda per modificare in futuro le proprie ore lavorative. Praticamente “un’offerta che non si può rifiutare”.

Ricordiamo che la figura del lavoratore flessibile nasce con il “nobile” scopo di permettere a chiunque di poter gestire al meglio il proprio tempo.
Questa nuova figura di lavoratore nasce anche per permettere alle donne di gestire al meglio lavoro e famiglia.
L’azienda Coop 25 Aprile mostra tutto il suo lato “protettivo” nei confronti delle donne.
Infatti, si dice che “il lavoro nobilita l’uomo” e probabilmente Coop 25 Aprile ritiene che le donne abbiano bisogno di più lavoro per essere nobilitate.
La categoria ringrazia…
Un altro avvenimento, in questi giorni, ci ha fatto capire con quanta “amorevolezza” la nostra azienda tenga alle sue dipendenti.
Ci hanno raccontato una storia che ci riporta alla memoria quelle lontane tradizioni che noi tutti avremmo voluto dimenticare.
Una dirigente sindacale, trovandosi a contatto con il fresco “vento del nord”, viene zittita e costretta a non esprimere il suo punto di vista.
La categoria ringrazia ancora…
Ma, siccome la nostra azienda non fa discriminazioni sessuali, si zittisce la donna e si zittisce l’uomo.
Abbiamo saputo che “qualcuno”, spinto dal fresco “vento del nord” ha cercato di sminuire la figura di un caponegozio affidandogli delle mansioni che non gli competono. Questo dipendente si rifiuta, cerca di far valere le proprie ragioni e all’improvviso… niente, non viene ascoltato.
Questa storia potrebbe finire così, invece diventa paradossale quando si chiede al caponegozio di ripetere quello che aveva “osato” sostenere in presenza dell’altro caponegozio. Insomma, si parla solo in presenza di testimoni.
“Ma cosa succederebbe se l’altro responsabile del punto vendita non potesse svolgere il proprio lavoro(a causa delle ferie, per malattia…)?” - si chiede il protagonista di questa storia e ce lo chiediamo anche noi .
La risposta è stata questa: “Tu sei nessuno come tutti gli altri” (?!?!?!) e inoltre ci hanno informato che questo dipendente avrà il “privilegio” di essere rinfrescato dal fresco “vento del nord”. Ribadiamo che “nuddro ammiscato cu nente” è chi crede che il potere della propria posizione possa zittire la lotta per i nostri diritti.

Ricordiamo una figura che ci spinge a lottare di fronte ai ricatti e agli abusi di potere: Mauro Rostagno, il quale ci dice: Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: ” O ti mangi ‘sta minestra o ti ettu ra finestra

Traduzione: ” “O ti mangi questa minestra (accordo-bidone per i part-time e silenzio per chi non è d’accordo) o ti butto dalla finestra”

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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Atto II

Pubblicato da cobastrapani su Maggio 15, 2006

a.jpg “Futti futti chi
l’operaio
pirduna ‘a tutti”

A meno di due settimane dall’approvazione dell’ipotesi di accordo aziendale abbiamo appreso dell’intenzione, da parte di Coop 25 Aprile, di eliminare l’acconto del “salario” (che si poteva prelevare il 27 di ogni mese) e di spostare la data del versamento il giorno 10 del mese successivo (circa 13 giorni dopo).buc_128.jpg

Chissà se chi ha fatto questa proposta per un attimo ha pensato al disagio che si crea in una famiglia con delle scadenze come il mutuo, l’affitto, le bollette, la spesa (eh sì, anche noi operai ci nutriamo!), i figli (eh sì, anche i nostri figli vanno a scuola!)…
Chissà…
Chissà se tutti i nostri stipendi tenuti per circa due settimane in banca matureranno degli interessi…
Chissà…
Noi proponiamo di evitare questi disagi spostando la data del versamento del salario al 1° del mese successivo.
Le nostre famiglie non devono subire disagi a causa dell’andamento economico e della perdita di produttività denunciata da Coop 25 Aprile, non bisogna imputare a noi lavoratori gli errori di una certa politica aziendale.
Non smetteremo mai di ripetere che il rilancio dell’azienda non deve essere fatto a scapito di noi lavoratori, del nostro livello salariale, del nostro lavoro e dei livelli occupazionali ma con una accorta politica di mercato aziendale.
Continueremo a parlare, a scrivere, ad informare anche se, come qualcuno tende a precisare, noi COBAS non abbiamo il diritto di partecipare ad alcuni incontri in quanto non firmatari del CCNL.

Bene, se il CCNL prevede certe “ipotesi”, certi “accordi”, siamo fieri di non averlo firmato.

Noi lavoratori siciliani ci aspettavamo un cambiamento con la venuta del “vento del Nord”, il cambiamento di cui tanto abbiamo sentito parlare in termini di tecnologia, informazione, difesa dei diritti e del nostro “salario”.
Abbiamo assistito, invece, ad una vera e propria “conquista” che sino ad ora ci ha portato a questi risultati:

  • sovraccarico di ore lavorative e conseguente aumento dello sforzo fisico;
  • mancato usufrutto della “sola” pausa giornaliera non retribuita e non computata ai fini della durata dell’orario di lavoro;
  • diminuzione del tempo libero da dedicare alle proprie famiglie;
  • capinegozio sulla soglia di una sindrome ansioso-depressiva;
  • disagio dei clienti anche solo nel chiedere informazioni riguardanti i prodotti ed i servizi rivolti agli stessi;
  • tentativo di “dividere” i lavoratori appartenenti a organizzazioni sindacali diverse.

La storia siciliana è fatta di lotte, ma qualcuno si ostina ad imparare quello che noi combattiamo, quella cultura mafiosa che ci impoverisce nello spirito, che ci vuole zitti e accondiscendenti, che ci vuole piegare e che considera i diritti dei “privilegi”. Quella stessa cultura mafiosa che ha ucciso Peppino Impastato.

Questa macchia nella nostra storia di siciliani ci ha fatto capire davvero chi è “nuddro ammiscato cu nente”: è chi crede che il potere della propria posizione possa zittire la lotta per i nostri diritti.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: “Futti futti chi l’operaio pirduna a tutti“.

Traduzione: “Frega frega ( con l’ipotesi di accordo, con intese, con i silenzi di qualcuno) che l’operaio perdona tutti”

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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Atto I

Pubblicato da cobastrapani su Maggio 7, 2006

botte1.jpg“Dopu chi persimu ‘i ‘utti
vannu circannu ‘i tappi”…

Il 23 Aprile 2006 un Referendum rivolto ai dipendenti Coop 25 Apriletappo1.jpg (dipendenti a tempo indeterminato e determinato) ha sancito l’approvazione, da parte della maggioranza con diritto di voto, di una ipotesi di accordo aziendale. Questa ipotesi di accordo è stata già applicata nonostante sia, appunto, solo una “ipotesi”. Fino ad oggi i risultati che noi lavoratori abbiamo sperimentato sono i seguenti:

  • il sovraccarico di ore lavorative e il conseguente aumento dello sforzo fisico;
  • il mancato usufrutto della “sola” pausa giornaliera non retribuita e non computata ai fini della durata dell’orario di lavoro (pausa comunque segnalata come avvenuta) a causa dell’enorme mole di lavoro che i lavoratori devono svolgere;
  • la diminuzione del tempo libero da dedicare alle proprie famiglie;
  • i nostri capinegozio sulla soglia dell’intolleranza perché stressati dal sovraccarico di mansioni;
  • a causa di un eccessivo smaltimento di ferie arretrate, i clienti avvertono disagi anche solo nel chiedere informazioni riguardanti i prodotti ed i servizi rivolti agli stessi: tutto questo, ci hanno detto, in nome della produttività!
  • il tentativo di “dividere” i lavoratori appartenenti a organizzazioni sindacali diverse.

Abbiamo notato, inoltre, una incoerenza da parte di alcune OO.SS., le quali, prima convincono i lavoratori ad approvare l’ipotesi di accordo aziendale e, in un secondo tempo, incitano gli stessi dipendenti a manifestare il loro dissenso per l’applicazione dell’accordo a proposito dei 15 minuti di pausa giornaliera.

A meno di una settimana dall’applicazione dell’ “ipotesi” i risultati sono sconfortanti. Noi lavoratori Cobas di Coop 25 Aprile denunciamo pubblicamente l’applicazione di questa ipotesi di accordo aziendale che limita le nostre vite e la nostra dignità di lavoratori.

Nella nostra terra qualcuno direbbe :” Dopu chi persimu ‘i ‘utti, vannu circannu ‘i tappi!

Traduzione: “Dopo aver perso le botti (= i nostri diritti di lavoratori), (alcuni Sindacati) cercano i tappi (= i 15 minuti di pausa!)”

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

 

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