Cobas Trapani

“Lu travagghiu d’autru nun si senti”

Archivio per Agosto, 2007

Un’Ape Bianca

Pubblicato da cobastrapani su Agosto 20, 2007

Pubblichiamo un testo inviatoci dal poeta Michael Santher, che ringraziamo per aver scritto di un argomento purtroppo così attuale e sempre troppo poco trattato.

 
UN’APE BIANCA

L’ape, pressata dal ronzìo feroce
del suo capo sciame
incapace di ponderare pericoli,
miracolosa è sfuggita
a un DDT
a un colpo di vanga
a un’elica
a un incendio
ma è morta in sfortuna
nella fretta d’essere fedele operaia
incauta ha confuso un fiore
con la lingua rossa
delle fauci di un cane
al chiuder d’ozioso sbadiglio
-La sua regina non sa contare
a lei basta sentirsi circondata
a vedere il suo nucleo
al lavoro di miele
-Così tra gli umani i padroni
non notano sottrazione
d’operaio stressato e in sbaglio
di calcolo con caduta mortale,
sono morti invisibili
non lasciano vuoto
al cerchio di sguardo globale
e incidenza sul cumulo,
sono morti bianche

(Michael Santhers-da:Pietre e Utopie)
www.santhers.com

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MENS SANA IN SINDACATO SANO

Pubblicato da cobastrapani su Agosto 18, 2007

Inauguriamo oggi una rubrica sulla cura del corpo e dello spirito dedicata ai lavoratori Cobas.
E’ dura la vita per chi viene riconosciuto sul posto di lavoro solo quando si tratta di contestazioni, repressione e trasferimenti.
Si tratta di semplici esercizi che tutti possono eseguire e che aiutano nella lotta quotidiana.
Cominciamo.

Ecco a voi il sollevamento delle contestazioni.
Se fate parte di Sindacati non allineati può capitare di ricevere qualche lettera di contestazione.
Dopo mesi e mesi di missive abbiamo quasi il sospetto che sia la maniera usata dal padrone per dirci che ci apprezza, quasi un ritorno allo stile epistolare tipico del Romanticismo.

L’insolito esercizio che presentiamo adesso vuole aiutarvi ad allenare i vostri riflessi.
A volte, il lavoratore, per una serie di circostanze (assenza di sindacati che facciano il loro lavoro, ricatti da parte del datore di lavoro etc etc) “abbocca all’amo” e accetta accordi e contratti che peggiorano la propria condizione.
Così, in poco tempo si ritrova “fritto” e senza la possibilità di ritornare sui suoi passi.
Ecco perché noi vi consigliamo di diffidare da chi dice di difendere i diritti di altri e allo stesso tempo non denuncia gli abusi che abitualmente si verificano sul posto di lavoro.

Una pratica molto usata in alcune aziende è quella di mettere lavoratore contro lavoratore.
Noi, a Trapani, ci difendiamo da certe pessime abitudini con la sicula tecnica del “non dare sazio” (= non dare soddisfazione) offrendo sorrisi ai nostri colleghi.
Non si sprecano energie e fa bene alla salute.

L’ultimo esercizio ce lo suggerisce Coop 25 Aprile.
La Coop si preoccupa della salute dei suoi dipendenti Cobas e della felicità delle loro famiglie.

Così, per mantenerli sempre in salute ha deciso di puntare su una dieta intensiva riducendo il salario dei dipendenti. E non ha certo mostrato minor interesse per la loro forma fisica istituendo una serie di trasferimenti nei vari punti vendita della catena di distribuzione.
Così prima si è trattato di Carini, poi di Mazara del Vallo.
E dopo un breve periodo di pausa rieccoci con Alcamo e ancora Mazara del Vallo.

E con questo chiudiamo il primo appuntamento sulla cura del corpo e dello spirito dei lavoratori, ricordandovi che :
Cu dintra lu murtaro l’acqua pista, cu li stizzi si vagna e stancu arresta.”
(Trad. “Chi pesta l’acqua nel mortaio, con le gocce si bagna e stanco resta.”)

Lavoratori Cobas - Trapani

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Musica!

Pubblicato da cobastrapani su Agosto 16, 2007

 

Un servu tempu fa d’intra na piazza
Prigava a Cristu in cruci e ci dicia
Cristu lu mi padroni mi strapazza
Mi tratta comu un cani pi la via

Si pigghia tuttu cu la sua manazza
Mancu la vita mia dici che è mia
Distruggila Gesù sta malarazza
Distruggila Gesù fallu pi mmia

Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

E Cristu m’arrispunni dalla cruci
Forsi si so spizzati li to vrazza
Cu voli la giustizia si la fazza
Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia

Si tu si un uomo e nun si testa pazza
Ascolta beni sta sentenzia mia
Ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria
S’avissi fattu ciò ca dicu a ttia
Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria

Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

Se na stu munnu ce la malarazza…cu voli la giustizia si la fazza…

 

 

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Le morti bianche - di Michael Santhers

Pubblicato da cobastrapani su Agosto 12, 2007

L’operaio capì che l’inferno/è sulla terra/e il paradiso sono quelle ali/che ti fanno volare/sopra le miserie

Dall’ultimo piano/il decimo piano/guardò il cielo/fece per toccare una nuvola/con un dito/e precipitò nel vuoto

Le chiamano morti bianche/come avvenissero senza sangue

Sono morti inopportune/che spesso avvengono/quando l’informazione/è già impegnata in altri eventi

Sono cadaveri con vite banali/sono numeri decimali/che non incidono sul bilancio

Sono cani che hanno abbaiato/nel qualunquismo per mestiere/sono un nome nell’anagrafe/che si scrive e si cancella/come un’impronta nel deserto/in pieno vento

Sono i ricordi sbiaditi/ del giorno dopo.

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Per terra/transennato/monumento monco/di stracci e ossa/nè di ieri nè di domani

Disturbi,sfociano in implori/a una nuvola/a cancellare una storia/mai scritta e firmata in rosso/inchiostro per gli errori

A coprirti/un lenzuolo dal colore/come le piume degli angeli/oh! Icaro clandestino/nel viaggio inverso/dal suolo al cielo/mai decollerai/anche se il padrone/sa che la burocrazia/ di un autopsia,se unta/sdoganerà per sempre/il volo dall’imbarazzo

Sono morti bianche/proprio come la neve/che allo sciogliersi/cancellerà l’arabesco incanto/dei rami zuccherati ai bimbi/e darà sollievo/a un passo facile sveltito/agli adulti in affari/che hanno ucciso/con bugie e ingordigie/i sogni d’un numero/che pretendeva un’anima.

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Muoiono in disturbo/della quiete pubblica/ma non possono essere multati

Sono l’addio senza saluto/di un’ombra sgorbio/su un muro abbattuto/in rimozione

Sono una spiga di grano ancora verde/mozzata per gioco dalla verga/di un villano e non muterà/il gonfio del sacco al padrone

Sono un capello strappato/da un ombrello nella sala/d’attesa di un barbiere

Sono consonanti e vocali /mai sposate a una voce di potere/e finite sotto a un binario/d’inchiostro …all’anagrafe

Sono un’omelia che guarda/l’orologio

Sono morti bianche/giunte al podio del silenzio/tra sguardi stracolmi di vuoto.

 

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