Cobas Trapani

“Lu travagghiu d’autru nun si senti”

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Comunicato Lavoratori Cobas COOP XXV APRILE

Pubblicato da cobastrapani su Marzo 21, 2008

La proclamazione di una giornata di sciopero nazionale dei settori Commercio, Servizi e Distribuzione Cooperativa indetta dai Sindacati Confederali rivela dei risvolti alquanto particolari nella provincia di Trapani.
Ancora una volta siamo “costretti” a ribadire il peso dei Lavoratori Cobas di Coop XXV Aprile dopo aver appreso che nello stesso punto vendita di Trapani solo 2 lavoratori appartenenti ai Sindacati Confederali aderiranno allo sciopero.
Questo “enorme” dispiegamento di forze dimostra che gli unici in grado di informare e di lottare per i propri diritti incidendo in maniera sostanziale sono proprio quei lavoratori che i dirigenti di Coop XXV Aprile hanno negli ultimi mesi vessato e discriminato.
Abbiamo appreso nelle ultime ore delle dimissioni del Presidente Salvo Giordano, il quale ha avuto un peso decisivo, in quanto Rappresentante Legale, nell’applicazione di un accordo straordinario peggiorativo e nell’andamento dei punti vendita durante tutto il suo mandato.
Ci riferiamo, in particolare, al deterioramento dei rapporti con i lavoratori e alla chiusura indiscriminata di diversi punti vendita a Trapani e Palermo.
Nel salutare l’insediamento del nuovo Presidente, comunichiamo la nostra intenzione di proseguire le iniziative di lotta intraprese in passato perché qualsiasi tipo di dimissioni non cancella quello che abbiamo subito.
Le supposte motivazioni che hanno portato all’indizione di questa giornata di sciopero promossa da CGIL, CISL e UIL sono le stesse motivazioni che mesi fa ci hanno fatto intraprende un difficile cammino fatto di contestazioni e di rivendicazioni.
Solo adesso i Sindacati Confederali si ricordano dell’importanza del giusto salario e della giusta retribuzione delle domeniche lavorate.
Dov’erano questi battaglieri sindacalisti quando noi abbiamo presidiato davanti la Prefettura di Trapani per gli stessi motivi che loro pubblicizzano adesso?
Erano forse troppo impegnati a rilasciare interviste e dichiarazioni nelle quali giustificavano il loro appoggio all’accordo peggiorativo delegando ogni responsabilità ai lavoratori COOP XXV APRILE?
E cosa raccontano nelle assemblee in questi giorni ai lavoratori delle Cooperative?
Come credono di rendersi credibili quando cambiano posizione a seconda del “vento”?
E come dimenticarsi di un certo fresco “vento” del nord che, passato come un forte maestrale, ha portato via diritti e dignità.
Ma le previsioni meteorologiche annunciano che il vento cambierà.
Ritornando alla questione dello sciopero indetto dai Confederali, vogliamo ricordare che mesi fa, proprio durante uno sciopero indetto dai lavoratori Cobas, due Rappresentanti Sindacali Aziendali di Coop XXV Aprile hanno accusato i lavoratori in sciopero di mettere in difficoltà l’azienda con le loro iniziative.
Forse dimenticano, quando non sono loro a farlo, che lo sciopero è un diritto dei lavoratori.

Lavoratori Cobas Coop XXV APRILE

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Dopu chi si arrubbaru a Santa Chiara ci ficiru la rara di ferru.

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 18, 2007

 

E come nelle migliori “sceneggiate napoletane” ecco il colpo di scena!

Con un comunicato ai Lavoratori di COOP XXV APRILE la UILTuCS ha deciso di disdire l’accordo sindacale aziendale straordinario.
E, il “combattente” sindacato ci tiene a ribadire che non si tratta di un ripensamento dovuto alla mancata concessione dei permessi sindacali.
Beh, ci viene da pensare che “Excusatio non petita, accusatio manifesta” (in italiano “Scusa non richiesta, accusa manifesta”).
Abbiamo trovato degli argomenti molto interessanti nel comunicato de “O’ Sindacato”.
Si parla di discriminazione sindacale, di “disparità di trattamenti fra uguali”, di abusi nella gestione dell’accordo.
Dicono inoltre di non voler continuare a scommettere al buio.
Il verbo “continuare” è già una parziale ammissione di colpa..
Ma analizziamo il documento:

  • Discriminazione sindacale: un Sindacato Confederale che parla di discriminazione?

Lo stesso Sindacato che ha permesso ad un proprio RSA di firmare un documento in cui si affermava che mentre i Cobas scioperavano gli altri erano a lavorare?

Come se lo sciopero fosse una “vendetta” nei confronti degli altri lavoratori e non un mezzo per affermare i propri diritti.

  • Disparità di trattamenti fra uguali: ma non si tratta della stessa UILTuCS che ha fatto avere lo scatto di livello solo al proprio Rappresentante Sindacale Aziendale? E gli altri lavoratori?
  • Abusi nella gestione dell’accordo: UILTuCS ha firmato e ha promosso al referendum dei lavoratori questo accordo “peggiorativo” come se fosse la panacea di tutti i mali. Un accordo che ha “messo le mani nelle tasche” dei lavoratori di COOP XXV APRILE.

Tutta questa storia ci ricorda molto un’opera della tradizione popolare meridionale e per questo ci siamo permessi di riadattare il testo al comunicato diramato da UILTuCS.

Eccolo:

Felicissima sera,
a tutte sti dirigenti ‘ncruvattati
e a chesta cooperativa accussí allèra,
d’uommene scicche e femmene pittate!

Chesta è na trattativa o nu ballo?
Tutte cu ‘e fracchesciasse sti signure…
E i’, ca só’ sciso ‘a copp”o sciaraballo,
senza cercá ‘o permesso, abballo i’ pure!

Chi só’?…
Che ve ne ‘mporta!
Aggio araputa ‘a porta
e só’ trasuto ccá…

Musica, musicante!
Fatevi mórdo onore…
Stasera, ‘mmiez’a st’uommene aligante,
abballa o’ sindacato zappatore!

No, signore dirigente…
sentite a me, nun ve mettite scuorno…
Io, pe’ ve fá o’ sindacalista, aggio zappato
e stó’ zappanno ancora, notte e ghiuorno!

E só’ duje anne, duje,
ca nun scrive nu rigo o’ sindacato mio…
Si ‘ossignuría se mette scuorno ‘e nuje…
Pur’i’ mme metto scuorno ‘e …’ossignuría”

Chi só’?!
Dillo a ’sta gente
ca i’ songo “come” nu parente
ca nun ‘o può cacciá…

Musica, musicante!
ca è bella l’allería…
I’ mo ve cerco scusa a tuttuquante
si abballo e chiagno dint’a cooperativa mia!

A cooperativa toja se ne more…
‘O ssaje ca cooperativa toja more e te chiamma?
Meglio si te ‘mparave zappatore,
ca ‘o zappatore, nun s’a scorda ‘a cooperativa!

Te chiamma ancora: “Gioja”…
e, arravugliata dint”o scialle niro
dice: “Mo torna, core ‘e cooperativa soja,
se vene a pigliá ll’ùrdemo suspiro…”

Chi só’?
Vuje mme guardate?
Só’ ‘o sindacato…i’ sóngo ‘o sindacato…
e nun mme pò cacciá!…

Só’ nu fatecatóre
e magno pane e pane…
Si zappo ‘a terra, chesto te fa onore…

Addenócchiate…e vásame sti mmane!

Lavoratori Cobas COOP XXV APRILE

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A liggi è uguali pi tutti ma cu av’i ‘u putiri si nni futti.

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 5, 2007

COOP XXV APRILE ha rappresentato per le province di Trapani e di Palermo una risorsa per centinaia di famiglie e una fonte di rinascita per tutto il territorio interessato.Il sistema Cooperativo ha rappresentato una novità nella gestione dei beni e delle risorse e non smetteremo mai di dirlo.Ma quando la gestione di questo bene prezioso diventa “altro” non possiamo esimerci dal denunciare le irregolarità che fanno male ai lavoratori e quindi all’ azienda stessa.
L’approvazione di un accordo straordinario “peggiorativo”  aziendale e sindacale, avvenuto più di un anno fa, ha scritto una brutta pagina nella storia di COOP XXV APRILE.
Una storia fatta di rinunce da parte dei lavoratori, l’impoverimento di centinaia di famiglie e, cosa ancor più grave, il sistematico tentativo, in alcuni casi andato in porto, di lasciare all’oscuro gli stessi lavoratori negando loro il diritto all’informazione e alla tutela.
I sindacati confederali dovrebbero ricordare che i dipendenti non esistono solo per le quote mensili sindacali.

I Lavoratori vanno informati e formati.

Abbiamo scoperto il grado di disinformazione nel quale vivevano i dipendenti del punto vendita di Ma zara del Vallo.
Ignoravano persino la possibilità di usufruire di ore di permesso accumulate ed erano all’oscuro delle nuove  disposizioni che riguardavano l’orario di lavoro.
Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai 7 Lavoratori che hanno deciso di abbandonare, attraverso le dovute disdette, la UIL.
Ma ritornando all’orario di lavoro, altrettanto strana è la condotta, a Trapani,  di chi ha la mansione di organizzare il lavoro.
Assistiamo ad una palese violazione dell’accordo straordinario sindacale aziendale che tanto ha voluto la dirigenza di COOP XXV APRILE.
E così, in barba agli articoli 4 e 5 dell’accordo “bidone”, a Trapani non esiste né un piano mensile degli orari di lavoro né la rotazione settimanale.
Inoltre, la consegna del piano settimanale di un reparto in particolare avviene, il più delle volte, il sabato pomeriggio, impedendo, così, ai lavoratori l’organizzazione del proprio tempo libero.
Abbiamo notato che la gestione del punto vendita di Trapani subisce delle variazioni dei diritti a seconda del responsabile di turno.
Stanno trasformando la “nostra” COOP in una “putìa” (bottega)!
Qualcuno ci ha ricordato che “noi abbiamo fatto la nostra scelta” ma, consapevoli che la nostra scelta rappresenta una forma di lotta per i diritti di tutti e non una “condanna” alla discriminazione continuata, ci chiediamo:

La dirigenza di COOP XXV APRILE vigila su quanto accade ai lavoratori?

La dirigenza di COOP XXV APRILE, che attraverso i nostri comunicati apprende quanto accade, perché non fa nulla?

Lungi da noi pensare che questa storia fatta di discriminazioni sia “avallata” da chi ha l’obbligo di tutelare azienda e lavoratori, ma le stranezze che avvengono meriterebbero dei chiarimenti e non il solito silenzio che ci riservano i “dipendenti” che sembrano pesare più di noi.

E quel “fresco vento del Nord”, che ci ha rinfrescati con certe scelte di dubbio gusto, si sarà, forse, “adeguato” al caldo scirocco siciliano che, come una coltre, soffoca?

Ringraziamo alcuni colleghi per la solidarietà dimostrataci.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: “A liggi è uguali pi tutti ma cu av’i ‘u putiri si nni futti.”

Traduzione: “La legge è uguale per tutti ma chi ha il potere (di gestire i lavoratori) se ne frega”

I Lavoratori  Cobas di COOP XXV APRILE

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Tu chiamale se vuoi… SOSPENSIONI!

Pubblicato da cobastrapani su Settembre 17, 2007

I democratici ed affettuosi dirigenti di COOP XXV APRILE continuano a riempire di “attenzioni” i lavoratori Cobas.
E così, dopo i 10 giorni di sospensione inflitti a due dipendenti Cobas lo scorso dicembre, ecco pronto un altro provvedimento disciplinare (altri 10 giorni) per un altro lavoratore Cobas.
Tutte queste attenzioni ci soffocheranno…
Ma facciamo un salto indietro.
Nell’ultimo anno abbiamo informato tutti i lavoratori di quanto sarebbe accaduto e di quanto è accaduto con l’applicazione di un certo accordo straordinario.
Lungi da noi far rivivere il mito di Cassandra, la profeta inascoltata, ci rivolgiamo ai lavoratori di COOP XXV APRILE: vi siete accorti di quello che si è realizzato?
Hanno applicato un accordo peggiorativo con la complicità di CGIL-CISL-UIL.
Hanno aumentato il monte ore settimanale.
Hanno aumentato la flessibilità.
Hanno peggiorato la qualità della vita delle nostre famiglie.
In barba agli slogan che vediamo ogni giorno, gli stessi slogan che ci ricordano quanto COOP sia solidale, beh, i dirigenti trattano i lavoratori come merce, come pacchi da poter spostare a loro piacimento (alcuni Lavoratori Cobas sono stati più volte trasferiti, in questi mesi, presso i punti vendita di Carini, Alcamo, Mazara del Vallo) con incarichi “temporanei” della durata di mesi.
Paradossalmente, dopo l’applicazione dell’ accordo peggiorativo in quasi nessun punto vendita della distribuzione vengono applicate le nuove disposizioni sull’orario di lavoro.
Questo causa una differenza di ore lavorative che i dipendenti devono “dare” all’azienda con un conseguente esubero di personale.
Si arriverà, forse, alla MOBILITA’ ?
E non ci riferiamo certo alla “mobilità” (i trasferimenti) cui sono sottoposti i Cobas!
COOP XXV APRILE è un patrimonio per questo territorio, una risorsa per centinaia di famiglie.
L’attuale dirigenza sta “snaturando” il concetto stesso di Cooperativa incrementando la differenza di status tra “sfruttati” (i lavoratori) e “privilegiati” (i dirigenti).

Nella nostra terra qualcuno direbbe: “Lu travagghiu di l’autri un si senti
Traduzione: “Il lavoro degli altri non si sente”

Lavoratori Cobas COOP XXV APRILE

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MENS SANA IN SINDACATO SANO

Pubblicato da cobastrapani su Agosto 18, 2007

Inauguriamo oggi una rubrica sulla cura del corpo e dello spirito dedicata ai lavoratori Cobas.
E’ dura la vita per chi viene riconosciuto sul posto di lavoro solo quando si tratta di contestazioni, repressione e trasferimenti.
Si tratta di semplici esercizi che tutti possono eseguire e che aiutano nella lotta quotidiana.
Cominciamo.

Ecco a voi il sollevamento delle contestazioni.
Se fate parte di Sindacati non allineati può capitare di ricevere qualche lettera di contestazione.
Dopo mesi e mesi di missive abbiamo quasi il sospetto che sia la maniera usata dal padrone per dirci che ci apprezza, quasi un ritorno allo stile epistolare tipico del Romanticismo.

L’insolito esercizio che presentiamo adesso vuole aiutarvi ad allenare i vostri riflessi.
A volte, il lavoratore, per una serie di circostanze (assenza di sindacati che facciano il loro lavoro, ricatti da parte del datore di lavoro etc etc) “abbocca all’amo” e accetta accordi e contratti che peggiorano la propria condizione.
Così, in poco tempo si ritrova “fritto” e senza la possibilità di ritornare sui suoi passi.
Ecco perché noi vi consigliamo di diffidare da chi dice di difendere i diritti di altri e allo stesso tempo non denuncia gli abusi che abitualmente si verificano sul posto di lavoro.

Una pratica molto usata in alcune aziende è quella di mettere lavoratore contro lavoratore.
Noi, a Trapani, ci difendiamo da certe pessime abitudini con la sicula tecnica del “non dare sazio” (= non dare soddisfazione) offrendo sorrisi ai nostri colleghi.
Non si sprecano energie e fa bene alla salute.

L’ultimo esercizio ce lo suggerisce Coop 25 Aprile.
La Coop si preoccupa della salute dei suoi dipendenti Cobas e della felicità delle loro famiglie.

Così, per mantenerli sempre in salute ha deciso di puntare su una dieta intensiva riducendo il salario dei dipendenti. E non ha certo mostrato minor interesse per la loro forma fisica istituendo una serie di trasferimenti nei vari punti vendita della catena di distribuzione.
Così prima si è trattato di Carini, poi di Mazara del Vallo.
E dopo un breve periodo di pausa rieccoci con Alcamo e ancora Mazara del Vallo.

E con questo chiudiamo il primo appuntamento sulla cura del corpo e dello spirito dei lavoratori, ricordandovi che :
Cu dintra lu murtaro l’acqua pista, cu li stizzi si vagna e stancu arresta.”
(Trad. “Chi pesta l’acqua nel mortaio, con le gocce si bagna e stanco resta.”)

Lavoratori Cobas - Trapani

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Comunicato Stampa

Pubblicato da cobastrapani su Marzo 5, 2007

Abbiamo appreso di una dichiarazione rilasciata sul “Giornale di Sicilia” dal Presidente di Coop 25 Aprile, Salvo Giordano.
Riteniamo opportuno precisare quanto accaduto per contribuire ad una maggiore intelligenza dei fatti.
Lo sciopero promosso dall’Organizzazione Sindacale “COBAS del Lavoro Privato” all’interno di Coop 25 Aprile è stato preceduto dalla dichiarazione di uno stato di agitazione che sottolineava l’importanza di un incontro tra le parti.
Il silenzio è stata la risposta.
In questi mesi di lotta e di controinformazione all’interno dei punti vendita abbiamo assistito alla totale assenza del gruppo dirigenziale di Coop 25 Aprile.
Altro silenzio.
Il tentativo del Presidente Giordano di “scaricare” le responsabilità legate all’applicazione di un accordo “peggiorativo” sui sindacati firmatari e sui lavoratori è altro silenzio, un vuoto silenzio che non dice niente ma che fa male alla cooperativa.
Tuttavia, non ci sottrarremo dal continuare a denunciare la strana abitudine di CGIL, CISL e UIL di “giocare” al sindacato impoverendo ancora di più i lavoratori nei diritti.
Leggendo quanto dichiarato da Giordano sull’Accordo Sindacale Aziendale Straordinario si ha come l’impressione che non sia nemmeno lontanamente a conoscenza di quanto preveda lo stesso.
In particolare, ci chiediamo con quale coraggio si possa dichiarare che l’accordo è «finalizzato a risanare e a promuovere lo sviluppo della cooperativa, anche attraverso la riduzione dell’incidenza del costo del lavoro e l’aumento della produttività, senza intaccare le retribuzioni».
Abbiamo più volte reso pubblico quanto realmente accaduto nelle “tasche dei lavoratori”: la riduzione del costo di lavoro e l’aumento delle ore lavorative ha intaccato le retribuzioni ma, forse,”non tutte le tasche sono uguali”.
Continuiamo a rivolgerci ai soci di Coop 25 Aprile, la linfa vitale della cooperativa, affinché lo spirito della cooperazione sopravviva a tutti i tentativi di prevaricazione e di omertà.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: ” Testa chi unn parla si chiama cucuzza“.

La Responsabile Provinciale dell’O.S.

“COBAS Lavoro Privato”

Maria Pia Erice

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