Cobas Trapani

“Lu travagghiu d’autru nun si senti”

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A liggi è uguali pi tutti ma cu av’i ‘u putiri si nni futti.

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 5, 2007

COOP XXV APRILE ha rappresentato per le province di Trapani e di Palermo una risorsa per centinaia di famiglie e una fonte di rinascita per tutto il territorio interessato.Il sistema Cooperativo ha rappresentato una novità nella gestione dei beni e delle risorse e non smetteremo mai di dirlo.Ma quando la gestione di questo bene prezioso diventa “altro” non possiamo esimerci dal denunciare le irregolarità che fanno male ai lavoratori e quindi all’ azienda stessa.
L’approvazione di un accordo straordinario “peggiorativo”  aziendale e sindacale, avvenuto più di un anno fa, ha scritto una brutta pagina nella storia di COOP XXV APRILE.
Una storia fatta di rinunce da parte dei lavoratori, l’impoverimento di centinaia di famiglie e, cosa ancor più grave, il sistematico tentativo, in alcuni casi andato in porto, di lasciare all’oscuro gli stessi lavoratori negando loro il diritto all’informazione e alla tutela.
I sindacati confederali dovrebbero ricordare che i dipendenti non esistono solo per le quote mensili sindacali.

I Lavoratori vanno informati e formati.

Abbiamo scoperto il grado di disinformazione nel quale vivevano i dipendenti del punto vendita di Ma zara del Vallo.
Ignoravano persino la possibilità di usufruire di ore di permesso accumulate ed erano all’oscuro delle nuove  disposizioni che riguardavano l’orario di lavoro.
Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai 7 Lavoratori che hanno deciso di abbandonare, attraverso le dovute disdette, la UIL.
Ma ritornando all’orario di lavoro, altrettanto strana è la condotta, a Trapani,  di chi ha la mansione di organizzare il lavoro.
Assistiamo ad una palese violazione dell’accordo straordinario sindacale aziendale che tanto ha voluto la dirigenza di COOP XXV APRILE.
E così, in barba agli articoli 4 e 5 dell’accordo “bidone”, a Trapani non esiste né un piano mensile degli orari di lavoro né la rotazione settimanale.
Inoltre, la consegna del piano settimanale di un reparto in particolare avviene, il più delle volte, il sabato pomeriggio, impedendo, così, ai lavoratori l’organizzazione del proprio tempo libero.
Abbiamo notato che la gestione del punto vendita di Trapani subisce delle variazioni dei diritti a seconda del responsabile di turno.
Stanno trasformando la “nostra” COOP in una “putìa” (bottega)!
Qualcuno ci ha ricordato che “noi abbiamo fatto la nostra scelta” ma, consapevoli che la nostra scelta rappresenta una forma di lotta per i diritti di tutti e non una “condanna” alla discriminazione continuata, ci chiediamo:

La dirigenza di COOP XXV APRILE vigila su quanto accade ai lavoratori?

La dirigenza di COOP XXV APRILE, che attraverso i nostri comunicati apprende quanto accade, perché non fa nulla?

Lungi da noi pensare che questa storia fatta di discriminazioni sia “avallata” da chi ha l’obbligo di tutelare azienda e lavoratori, ma le stranezze che avvengono meriterebbero dei chiarimenti e non il solito silenzio che ci riservano i “dipendenti” che sembrano pesare più di noi.

E quel “fresco vento del Nord”, che ci ha rinfrescati con certe scelte di dubbio gusto, si sarà, forse, “adeguato” al caldo scirocco siciliano che, come una coltre, soffoca?

Ringraziamo alcuni colleghi per la solidarietà dimostrataci.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: “A liggi è uguali pi tutti ma cu av’i ‘u putiri si nni futti.”

Traduzione: “La legge è uguale per tutti ma chi ha il potere (di gestire i lavoratori) se ne frega”

I Lavoratori  Cobas di COOP XXV APRILE

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Atto VI

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 13, 2006

 

“ ‘U cane muzzica
sempre
‘u scirato”

  • No, non ce la faccio…scirato.jpg
  • Dài, non fare così…
  • Ti dico che non ce la faccio!
  • Ma non sei curioso?
  • Sì… sì… curioso… ma tu non ti senti più leggero?
  • E’ per questo che dobbiamo guardare!
  • Va bene, guarda tu.
  • No, tu!

Il primo si fa coraggio e butta l’occhio:

  • Porca miseria, un altro taglio…

Il secondo comincia a toccarsi nervosamente chiedendo:

  • Ma dove? Dove? Io non sento niente?!
  • No, non è quel tipo di taglio.
  • E di cosa stai parlando allora?

Il primo gli porge la busta paga di settembre.

  • Hanno eliminato l’assegno ad personam e l’ E. D. R. ( elemento distinto della retribuzione).
  • Non è possibile! Dopo aver eliminato lo straordinario ordinario e festivo, dopo la diminuzione della paga oraria e l’aumento delle ore lavorative, anche questo?
  • Sì, sì.
  • Ma gli altri lo sanno?
  • L’accordo straordinario prevedeva l’eliminazione dell’assegno ad personam.
  • E l’ E. D. R. ?
  • Ehm… no.
  • No?
  • No.
  • Mizzica, dopo le mani in tasca ci stanno lasciando in mutande!
  • E con questo “fresco vento del nord” tutti n’arricriamu!
  • Come si dice nella nostra terra?
  • Si dice: ” ‘ U cane muzzica sempre ‘u scirato”.
  • Veru è.

Quello che avete appena letto corrisponde all’attuale situazione dei Lavoratori di Coop 25 Aprile.

Tagli su tagli.

L’unica cosa che non riescono a tagliare è la nostra volontà di denunciare pubblicamente lo sfruttamento indiscriminato del nostro lavoro.

Ci rivolgiamo adesso a tutti i Lavoratori di Coop 25 Aprile: con questi ulteriori tagli perdiamo circa 250,00 € all’anno (chi più chi meno).

Aprite gli occhi (e le buste paga!).

Per i non autoctoni la traduzione del titolo: “Il cane (?) morde sempre chi ha bisogno (il lavoratore)”

Lavoratori Cobas Coop25 Aprile

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Per un pugno di Cobas

Pubblicato da cobastrapani su Ottobre 2, 2006

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Cambia lo scenario in casa Coop 25 Aprile: si passa dalla Commedia dell’Arte alle lande desolate del Far West.
In questi giorni, soprattutto dopo lo sciopero del 29 luglio indetto dai Cobas, il nostro punto vendita ha assunto l’aspetto di un piccolo centro simile a quelli rappresentati nei gloriosi “Spaghetti Western”, con tanto di Saloon.
E’ dura la vita del West, soprattutto quando si trovano sul proprio cammino dei Coop-boys, ehm scusate, dei cow-boys dall’aspetto e dai modi tutt’altro che rassicuranti.
I pistoleri dal grilletto facile sono sempre in agguato e in attesa di un vero e proprio duello.
Ci preme sottolineare la differenza sostanziale degli armamenti: Coop 25 Aprile con un vero e proprio arsenale cerca lo scontro con i lavoratori Cobas che combattono ormai da mesi contro un Accordo Straordinario che farebbe impallidire anche il più grande sostenitore della schiavitù.
Noi Cobas , ma forse sarebbe meglio chiamarci Pellerossa Cobas, visto che vogliono rinchiuderci nelle “riserve” ( se non licenziarci o trasferirci, come già ci è stato riferito) abbiamo scelto come unica arma di difesa la giustizia sociale e la legalità.
I documenti che periodicamente rendiamo pubblici sono le nostre frecce.saloon.jpg
La gente deve sapere cosa subiscono ogni giorno i Lavoratori Cobas nel “Saloon” Coop 25 Aprile.
Il clima è teso e le insidie sono celate persino dietro gli scaffali di un Supermercato.
Ci chiedono di non intaccare l’”armonia”, ma noi ci chiediamo: che armonia può esserci in un luogo di lavoro in cui esistono solo privilegi e anche i più elementari diritti vengono negati?
I diritti di cui stiamo parlando sono soprattutto legati ad una giusta retribuzione e, quindi, ad un salario “equo”.
Ogni tanto vediamo sventolare delle “bandiere bianche” e credono di poterci illudere.
Ma guardando più attentamente ci accorgiamo che dietro le “bandiere” si nascondono dei tiratori scelti(?) pronti a fare fuoco.
Si tratta di veri e propri agguati.
trasf.jpg Ma noi Pellerossa Cobas siamo abituati ai “coyotes” e sappiamo quanto siano insidiosi e vigliacchi.
Ah, stavamo per dimenticarci, che in ogni “Saloon” che si rispetti non può mancare la Pupa.
Ma chi sarà mai questa Pupa….
Sarà forse un accordo sottobanco?
Oppure una velata minaccia nei nostri confronti?

Un’antica leggenda Apache narra di un uomo chiamato Mastru ‘Aitanu che, svegliato all’improvviso nel cuore della notte, si avvicinò all’uscio chiedendo di chi si trattasse. La voce rispose:”Amici”.
L’uomo aprì la porta e fu picchiato.
Ridotto in fin di vita, ebbe la forza di dire: “Beddri amici chi avìa Mastru ‘Aitanu“.
Noi non vorremmo fare la sua stessa fine.

Ah, dimenticavamo: di chi sarà il volto del primo “ricercato” catturato ( licenziato, trasferito,etc…)?

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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Atto V

Pubblicato da cobastrapani su Luglio 20, 2006

 

“Cu’ si mangia i maccarruna
e cu’ si rusica i maruna”

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Mentre il costo della vita sale vertiginosamente Coop 25 Aprile ha deciso di alleggerire ulteriormente le nostre tasche.
Con la complicità dei 3 sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL), la nostra azienda ha impoverito le nostre famiglie imponendo l’abbassamento della redditività oraria, l’aumento delle ore lavorative settimanali, il mancato riconoscimento dello straordinario ordinario, festivo e di inventario.
Nell’ultima busta paga del mese di giugno ogni lavoratore ha perso in media 100€ sul proprio salario mensile.
Ma, visto che probabilmente non dormono la notte per inventare nuove strategie di “economia creativa”, dulcis in fundo (anche se al peggio non c’è mai fine) vogliono togliere l’acconto del nosto salario mensile, costringendoci a prelevare la paga dopo 10 giorni.
Tutto questo creerebbe ulteriori disagi nelle nostre vite visto che il sistema dei pagamenti ha delle scadenze dalle quali non si può sfuggire (affitto, mutui, bollette,…).

VOGLIAMO LO STIPENDIO IL 1° DI OGNI MESE.

Ma, la “genialità” di alcuni dirigenti si rivela in proposte che noi comuni mortali non pensavano potessero esistere.
Coop 25 Aprile propone ai lavoratori un prestito di 500€ (una parte della paga) da restituire in comode rate.

INCREDIBILE MA VERO: CI VOGLIONO PRESTARE I “NOSTRI” SOLDI!

DIVENTEREMO DEBITORI DI NOI STESSI!

A volte la realtà supera la fantasia…

Chiediamo umilmente scusa se in qualche documento abbiamo denunciato i super premi o le maggiorazioni che l’azienda versa molto spesso sui conti correnti di questi “creativi” della finanza.

Ritrattiamo tutto: SONO DEI GENI!

Sono anche dei maghi: ancora non riusciamo a capire come hanno fatto a far sparire i soldi dai nostri salari, rovinare un’azienda (ci viene continuamente detto che Coop è in crisi e certo non a causa di noi Lavoratori) e, nonostante tutto, sono ancora al loro comodo posto.
A questi “geni” noi consigliamo di riposare serenamente la notte se i risultati delle loro elucubrazioni mentali sono questi.

State tranquilli, signori dirigenti, le nostre famiglie vegliano sui vostri sonni con pensieri amorevoli tanto quanto le vostre azioni.
Il 20 luglio alle ore 12.30 riceviamo una telefonata da parte di chi ha appoggiato l’applicazione dell’accordo che ha permesso a Coop 25 Aprile lo sfruttamento legalizzato dei lavoratori.
Ci chiedono di aderire ad uno sciopero che ha alla base solo alcune delle richieste che noi da settimane rendiamo pubbliche.
Chi adesso ci chiede di aderire alla sciopero non ha mai cercato di condividere la lotta comune che abbiamo intrapreso noi Lavoratori Cobas di Coop 25 Aprile.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: “Cu’ si mangia i maccarruna e cu’ si rusica i maruna

Traduzione: ” Chi si mangia gli spaghetti (= non vorremmo infierire, ma il verbo “mangiare” è poca cosa rispetto a quello che sta facendo chi dirige Coop 25 Aprile) e chi addenta i mattoni (= noi Lavoratori in mancanza di qualcos’altro da mettere sotto i denti)”.

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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Atto IV

Pubblicato da cobastrapani su Giugno 26, 2006

“Cu va ‘a mànnara
mangia ricotta”

ricotta3.jpg Rieccoci qui a parlare della nostra cara azienda, così strattonata da chi la dirige.
Abbiamo assistito negli ultimi giorni all’ennesimo scambio di responsabili da parte di Coop 25 Aprile, ma il risultato non è cambiato, anzi si avverte un sensibile peggioramento: un’altra volta dalla padella alla brace.

Assistiamo ogni giorno ad un uso improprio del potere: se prima il contratto “bidone” vg.jpgeniva applicato con fare dittatoriale, ora in modo totalmente lascivo (sempre e solo per alcuni, come ci insegna la tradizione Coop).
L’accordo “bidone” (o accordo sindacale aziendale straordinario, come qualcuno preferisce chiamarlo) viene attuato solo su alcuni lavoratori.
Quelli, per esempio, che hanno la mansione di formare gli orari di lavoro non riescono a non approfittarne, a discapito degli altri lavoratori.
Così assistiamo a “giochetti” alquanto imbarazzanti.

Denunciamo pubblicamente i nostri direttori che approfittano del loro potere sulla formazione degli orari di lavoro.

Troviamo scandalosa la pratica di alcuni di attribuirsi irregolarmente 12, 5 ore di lavoro in un giorno per godere di mezze giornate libere, in violazione dell’art. 4 comma 1 dello stesso accordo sindacale aziendale straordinario.

Sappiamo con certezza anche di atti che sfiorano l’indecenza: direttori che non lavorano la domenica e che usufruiscono di giorni liberi che non dovrebbero essere concessi.

Forse le vite e le famiglie degli altri lavoratori non valgono quanto quelle dei direttori?

Cosa fa chi è pagato per vigilare?

Qualcuno ci ha chiesto se noi siamo “democratici”, bene, noi rigiriamo la domanda a chi ce l’ha posta e chiediamo, inoltre, se la democrazia e la solidarietà di cui molti amano riempirsi la bocca sono sinonimi di clientelismo e di opportunismo.
Lavorare in condizioni dignitose è un diritto.
Ed è per questo che noi continuiamo a dire NO a questo accordo che limita le nostre vite.

DICIAMO NO allo sfruttamento legalizzato dei lavoratori.

DICIAMO NO a chi tenta di “strumentalizzare” il nostro impegno per giochi di potere.

DICIAMO NO all’applicazione solo per alcuni di questo indecente accordo aziendale integrativo.

Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori di Coop 25 Aprile: informatevi, aprite gli occhi, ascoltate quello che succede intorno a voi, la nostra lotta è la vostra lotta.

Qualcuno nella nostra terra direbbe: “Cu va ‘a mannara, mangia ricotta“.

Traduzione: “Chi va all’ovile ( =chi ha il potere), mangia ricotta (= gode di privilegi)”.

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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Atto III

Pubblicato da cobastrapani su Maggio 18, 2006

“O ti mangi ‘sta minestra
o ti ettu ra finestra”
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c.jpgIn questi giorni l’azienda propone/impone ai lavoratori part-time di Coop 25 Aprile una “leggera” modifica al loro contratto di lavoro.
Ai lavoratori part-time (che per contratto dovrebbero lavorare fino ad un massimo di 24 ore) si propone/impone di lavorare fino a 30 ore con una maggiorazione sul salario della cui entità nessuno è a conoscenza.
Il passaggio dalle 24 alle 30 ore impedirebbe ad ogni lavoratore part-time di trovare un secondo lavoro, in pratica si snaturalizzerebbe il loro “status”.
Qualcuno ha chiesto che cosa succederebbe se non si accettasse questa “proposta”.
La risposta è stata: si può rifiutare ma dietro comunicazione scritta e firmata. Questo tipo di comunicazione “potrebbe” impedire al lavoratore di fare qualsiasi tipo di richiesta all’azienda per modificare in futuro le proprie ore lavorative. Praticamente “un’offerta che non si può rifiutare”.

Ricordiamo che la figura del lavoratore flessibile nasce con il “nobile” scopo di permettere a chiunque di poter gestire al meglio il proprio tempo.
Questa nuova figura di lavoratore nasce anche per permettere alle donne di gestire al meglio lavoro e famiglia.
L’azienda Coop 25 Aprile mostra tutto il suo lato “protettivo” nei confronti delle donne.
Infatti, si dice che “il lavoro nobilita l’uomo” e probabilmente Coop 25 Aprile ritiene che le donne abbiano bisogno di più lavoro per essere nobilitate.
La categoria ringrazia…
Un altro avvenimento, in questi giorni, ci ha fatto capire con quanta “amorevolezza” la nostra azienda tenga alle sue dipendenti.
Ci hanno raccontato una storia che ci riporta alla memoria quelle lontane tradizioni che noi tutti avremmo voluto dimenticare.
Una dirigente sindacale, trovandosi a contatto con il fresco “vento del nord”, viene zittita e costretta a non esprimere il suo punto di vista.
La categoria ringrazia ancora…
Ma, siccome la nostra azienda non fa discriminazioni sessuali, si zittisce la donna e si zittisce l’uomo.
Abbiamo saputo che “qualcuno”, spinto dal fresco “vento del nord” ha cercato di sminuire la figura di un caponegozio affidandogli delle mansioni che non gli competono. Questo dipendente si rifiuta, cerca di far valere le proprie ragioni e all’improvviso… niente, non viene ascoltato.
Questa storia potrebbe finire così, invece diventa paradossale quando si chiede al caponegozio di ripetere quello che aveva “osato” sostenere in presenza dell’altro caponegozio. Insomma, si parla solo in presenza di testimoni.
“Ma cosa succederebbe se l’altro responsabile del punto vendita non potesse svolgere il proprio lavoro(a causa delle ferie, per malattia…)?” – si chiede il protagonista di questa storia e ce lo chiediamo anche noi .
La risposta è stata questa: “Tu sei nessuno come tutti gli altri” (?!?!?!) e inoltre ci hanno informato che questo dipendente avrà il “privilegio” di essere rinfrescato dal fresco “vento del nord”. Ribadiamo che “nuddro ammiscato cu nente” è chi crede che il potere della propria posizione possa zittire la lotta per i nostri diritti.

Ricordiamo una figura che ci spinge a lottare di fronte ai ricatti e agli abusi di potere: Mauro Rostagno, il quale ci dice: Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto.

Nella nostra terra qualcuno direbbe: ” O ti mangi ‘sta minestra o ti ettu ra finestra

Traduzione: ” “O ti mangi questa minestra (accordo-bidone per i part-time e silenzio per chi non è d’accordo) o ti butto dalla finestra”

Lavoratori Cobas Coop 25 Aprile

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